22–26 marzo 2025
📍 Granada – Cordoba – Malaga
(INSERIRE FOTO DI COPERTINA: Alhambra o panorama andaluso)
Siamo partiti dal grigio di Milano con un volo all’alba e siamo atterrati in un’Andalusia che non ci aspettavamo: cielo terso, luce piena e un’aria frizzante di fine marzo. Le previsioni davano pioggia, ma per gran parte del viaggio abbiamo trovato sole e temperature perfette per camminare tutto il giorno.
Il nostro itinerario prevedeva tre tappe: Granada, Cordoba e infine Malaga, spostandoci comodamente in pullman tra una città e l’altra.
Informazioni pratiche
Durata: 5 giorni, 4 notti
Date: 22–26 marzo 2025
Volo: Milano Malpensa T2 → Malaga (ore 6:55, durata 2h30)
Trasporti interni: pullman ALSA, UBER, BOLT, TRENI RENFE
Clima: Previsto brutto, trovato sole con aria fresca primaverile
Da Malaga a Granada: il primo assaggio d’Andalusia
Atterrati a Malaga in anticipo rispetto all’orario previsto, non ci siamo fermati in città ma abbiamo preso subito il pullman diretto ALSA verso Granada. I collegamenti sono frequenti, i mezzi nuovi e molto confortevoli: un modo semplice e rilassante per iniziare il viaggio.
Arrivati a Granada verso l’ora di pranzo, abbiamo raggiunto il centro con un Uber e ci siamo fermati da Perro Medio, un locale informale che si è rivelato un’ottima scelta. Bocadillos di jamón, una birra artigianale Alhambra e un vino bianco locale ci hanno fatto entrare subito nel mood andaluso, con tanto di jamón offerto come antipasto.
Nel primo pomeriggio abbiamo fatto il check-in alla Pension San Joaquin, una struttura centralissima in stile arabesco, pulita e ben riscaldata, perfetta come base per esplorare la città.
Più tardi ci siamo uniti a un walking tour che ci ha portati nei quartieri più affascinanti di Granada: l’Albaicín, con le sue stradine tortuose e le viste spettacolari, e il Sacromonte, il quartiere gitano famoso per le sue case-grotte. La visita facoltativa a una di queste abitazioni scavate nella roccia ci ha permesso di capire meglio la storia e lo stile di vita di questa zona così particolare.
(INSERIRE FOTO: Albaicín e Sacromonte)
La giornata si è conclusa da Castaneda, con una cena a base di patatas bravas, salmorejo, salumi iberici e una bottiglia di vino. Un locale autentico, con un’atmosfera vivace e piatti che sanno davvero di Andalusia.
(INSERIRE FOTO: cena da Castaneda)
Granada e l’Alhambra
(INSERIRE FOTO: Alhambra dall’esterno)
La mattina seguente è iniziata presto: sveglia intorno alle sette per raggiungere a piedi l’Alhambra con una camminata di circa 45 minuti tra le viuzze della cittadina andalusa. Un percorso un po’ impegnativo ma che vale ogni passo, soprattutto quando si arriva davanti a uno dei complessi monumentali più belli d’Europa.
La visita all’Alhambra è stata uno dei momenti più emozionanti del viaggio. Giardini, palazzi e cortili raccontano secoli di storia araba e rendono chiaro perché questo luogo sia così richiesto: i biglietti vanno prenotati con grande anticipo e l’ingresso è consentito solo mostrando un documento.
(INSERIRE FOTO: dettagli Alhambra)
Dopo tanta bellezza, ci siamo concessi una colazione tipica alla Churreria Alhambra, con churros e cioccolata calda, prima di visitare la Basilica di San Juan de Dios. L’ingresso includeva audioguida ed esperienza con visore 3D, rendendo la visita sorprendente e immersiva.
Nel pomeriggio ci siamo lasciati guidare dall’atmosfera della città, dedicandoci alla tradizione più famosa di Granada: la tarde de tapas. Da La Buena Vida, nel cuore del centro storico, abbiamo potuto assaggiare tapas gratuite accompagnando semplicemente una bevanda, confermando che Granada è davvero la capitale delle tapas.
(INSERIRE FOTO: churros e tapas)
Verso Cordoba: tra vicoli bianchi e la Mezquita
(INSERIRE FOTO: vicoli di Cordoba)
Il terzo giorno abbiamo lasciato Granada con un pullman mattutino diretto a Cordoba. Dalla stazione degli autobus abbiamo raggiunto il centro a piedi, attraversando lentamente una città che già al primo sguardo sembrava diversa: più raccolta, più silenziosa, con le sue case bianche e i balconi fioriti.
Abbiamo alloggiato all’Hospedería Lucano, una struttura semplice ma curata, con una piccola attenzione che abbiamo apprezzato molto: snack, caffè e tisane sempre disponibili alla reception.
Per pranzo ci siamo fermati davanti alla Cattedrale Mezquita con un bocadillo di jamón serrano, veloce ed economico, prima di entrare a visitare uno dei monumenti più straordinari dell’Andalusia.
La Mezquita è un luogo che lascia senza parole: archi infiniti, luci soffuse e una fusione unica tra architettura islamica e cristiana. È uno di quei posti che non si dimenticano facilmente.
(INSERIRE FOTO: interno della Mezquita)
Nel tardo pomeriggio abbiamo passeggiato sul Ponte Romano, accompagnati dalla musica degli artisti di strada e dalla luce calda del tramonto. Ci siamo fermati da El Nido per una merenda a base di vino in formato gigante, prima di esplorare la Piazza Corredera e il quartiere ebraico.
Per uno spuntino abbiamo scelto la Bodega Mezquita, dove abbiamo assaggiato empanadas di vario tipo, adatte a ogni gusto e budget.
Dopo una pausa in hotel, la serata si è divisa tra due cene: prima alla Bodega Rafael Guzman, con tapas semplici e vini non eccezionali ma in un ambiente molto autentico, poi alla Taverna El Capricho, dove abbiamo gustato piatti tipici cordobesi in una versione più curata.
Cordoba e partenza per Malaga
(INSERIRE FOTO: Alcazar di Cordoba)
L’ultimo risveglio a Cordoba è iniziato con la colazione da El Pelote, appena fuori dalle mura: tostada con tomate, jamón e spremute fresche, perfette per ricaricare le energie.
Abbiamo visitato la Sinagoga, con ingresso gratuito, e l’Alcazar, famoso per i suoi giardini. Una parte del complesso era in ristrutturazione, ma la visita è rimasta comunque piacevole grazie agli spazi verdi e all’atmosfera tranquilla.
Per pranzo ci siamo fermati al Mercado Victoria, dove abbiamo mangiato un bocadillo gourmet accompagnato da una birra Aguila Sin Filtrar, prima di partire nel pomeriggio verso Malaga.
(INSERIRE FOTO: Mercado Victoria)
Malaga sotto la pioggia: shopping e churros d’addio
(INSERIRE FOTO: Malaga con cielo grigio)
Il nostro arrivo a Malaga non è stato accompagnato dal sole che ci aveva seguiti nei giorni precedenti. Il tempo è cambiato completamente: cielo coperto, aria umida e pioggia intermittente ci hanno fatto capire subito che non sarebbe stata una giornata da lunghe passeggiate.
Avendo a disposizione solo il pomeriggio e con il meteo poco invitante, abbiamo deciso di prenderla con filosofia e di dedicarci a qualcosa di molto andaluso: lo shopping gastronomico. Ci siamo messi alla ricerca di patanegra 100% iberico da portare a casa, scegliendo con cura tra le varie proposte e trasformando le ultime ore di viaggio in una missione culinaria.
(INSERIRE FOTO: jamón iberico)
In attesa del treno che ci avrebbe portati in aeroporto, ci siamo concessi l’ultimo rito del viaggio: un’ultima porzione di churros, gustati lentamente come saluto finale all’Andalusia.
(INSERIRE FOTO: churros finali)
Poco dopo, il treno verso l’aeroporto e poi il volo di rientro verso Milano, con lo zaino pieno di jamón e la sensazione di aver vissuto cinque giorni intensi, anche se troppo brevi.
Conclusioni
(INSERIRE FOTO: collage finale del viaggio)
In cinque giorni l’Andalusia ci ha regalato molto più di quanto ci aspettassimo: città ricche di storia, cibo semplice ma saporito, persone accoglienti e una luce che rende tutto più bello. Granada ci ha affascinati, Cordoba ci ha emozionati e Malaga ci ha salutati con pioggia, jamón e churros.
Un viaggio perfetto per chi ama la cultura, le passeggiate senza fretta e le scoperte gastronomiche, anche in pochi giorni.
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