Machu Picchu, una delle 7 meraviglie del mondo

5–8 minuti
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Due giorni tra la città inca e Aguas Calientes

Machu Picchu, la città inca costruita su una sella di montagna sopra la valle dell’Urubamba, è una delle sette meraviglie del mondo moderno e patrimonio UNESCO. Per vederla senza fretta abbiamo scelto un itinerario di due giorni con base ad Aguas Calientes, il paese ai piedi del sito: due notti sul posto, un pomeriggio e una serata per scoprire il paese, un’intera giornata dedicata alla cittadella e il rientro il giorno successivo. Abbiamo fatto il viaggio a fine maggio 2026, in piena stagione secca.

Giorno 1: arrivo ad Aguas Calientes, pomeriggio e serata in paese

Aguas Calientes, il cui nome ufficiale è Machu Picchu Pueblo, non è raggiungibile in auto: si arriva in treno da Ollantaytambo, dopo il trasferimento da Cusco, con un viaggio di circa due ore tra la Valle Sacra e la vegetazione che si fa sempre più fitta.

Il viaggio in treno è già parte dell’esperienza: abbiamo scelto un treno panoramico con grandi vetrate, anche sul tetto, che permettono di vedere il paesaggio in ogni direzione mentre la Valle Sacra lascia lentamente il posto alla foresta e alle pareti rocciose lungo il fiume Urubamba. A bordo ci hanno accompagnato musiche tipiche andine, che hanno reso il tragitto ancora più suggestivo. Una volta arrivati e lasciati i bagagli in hotel, abbiamo dedicato il pomeriggio al paese, che è pedonale e si gira facilmente a piedi.

Le cose principali da vedere ad Aguas Calientes sono le terme che danno il nome alla località, il mercato dell’artigianato, il fiume Urubamba che attraversa il paese e, poco fuori, il museo di sito con il giardino botanico, utili per capire la storia della città inca e la natura del santuario. Prima di cena è il momento giusto per ritirare i biglietti e verificare gli orari del bus, così da arrivare preparati alla mattina successiva.

Nel pomeriggio, passando davanti al centro informazioni dove sono esposti i circuiti di visita, abbiamo conosciuto una guida locale. Il nostro biglietto, acquistato online all’ultimo momento, era infatti l’unico rimasto: un circuito che prevede la salita al punto panoramico per la foto e il ritorno. Con pochi euro la guida è riuscita a farci passare al circuito completo, quello che avremmo voluto prenotare fin dall’inizio. È stata una fortuna e non va data per scontata: il biglietto è nominativo e ufficialmente il circuito non si cambia, quindi conviene prenotare per tempo.

La sera abbiamo cenato in un ristorante del centro, tra le tante proposte del paese, proponeva piatti tipici peruviani: tra le specialità da assaggiare ci sono il lomo saltado, la trota dei fiumi andini, la carne di alpaca e, per brindare, il pisco sour.

Dopo il tramonto l’aria era più fresca e ci è servita una felpa. Siamo andati a dormire con calma, perché il nostro ingresso al sito era previsto per il giorno dopo nel primo pomeriggio.

Giorno 2: la visita a Machu Picchu

Abbiamo prenotato l’ingresso delle 13:00 e, dopo un pranzo leggero in paese, abbiamo preso il bus navetta che sale fino all’ingresso (circa 25-30 minuti di tornanti). Chi preferisce può fare la salita a piedi, ma richiede circa un’ora e mezza. Il biglietto lo avevamo acquistato online, come è necessario fare: è nominativo, legato a una data, a una fascia oraria e a un circuito, e si mostra il passaporto originale insieme al biglietto. Gli ingressi sono distribuiti dalle 6:00 alle 15:00 e, una volta dentro, il percorso è a senso unico: non si può cambiare circuito né rientrare dopo essere usciti.

Il turno delle 13:00 si è rivelato una fortuna: coincide con il momento del cambio gente, e abbiamo trovato pochissimi turisti, cosa non scontata in un sito così affollato. Anche il tempo è stato dalla nostra parte: cielo limpido e giornata calda, tanto che bastavano pantaloncini e maniche corte. Verso la fine del tour il cielo si è annuvolato e vedere le nuvole scendere dalle montagne sulla città è stato davvero suggestivo.

I circuiti sono tre. Il Circuito 1 (Panoramico) segue le terrazze alte, con la classica vista da cartolina; il Circuito 2 (Classico) è il più completo e quello che consigliamo: unisce la visita al sito con le terrazze panoramiche e dura circa 4 ore con guida. Il Circuito 3 (Realeza) tocca la parte bassa, con i templi e i palazzi. Il Circuito 2 è anche il primo a esaurirsi, quindi il biglietto va preso con molti mesi di anticipo. Noi, avendo prenotato all’ultimo, abbiamo trovato solo il circuito con la salita al punto panoramico, e abbiamo potuto fare la visita completa grazie all’upgrade del giorno prima. Le salite a Huayna Picchu e alla Montaña Machu Picchu hanno posti limitati e un biglietto dedicato, da prenotare con largo anticipo.

Ecco i punti principali da non perdere durante la visita:

  • La vista panoramica dalle terrazze alte, con la città e la sagoma del Huayna Picchu sullo sfondo: il punto da cui nascono tutte le foto più famose;
  • il Tempio del Sole, una torre semicircolare costruita sopra una roccia, con sotto la grotta detta Tomba reale;
  • l’Intihuatana, la pietra scolpita su una piccola collina, legata all’osservazione del sole;
  • il Tempio delle Tre Finestre e il Tempio Principale, nella zona sacra intorno alla grande piazza;
  • il Tempio del Condor, dove una roccia ricorda le ali del rapace;
  • i quartieri delle abitazioni e le terrazze agricole, per capire come funzionava la vita quotidiana nella città.

Con la guida la visita è durata circa 4 ore e ci ha permesso di capire davvero ciò che stavamo vedendo, vista la scarsa segnaletica. All’interno non sono ammessi cibo, ombrelli, bastoni da trekking, treppiedi e zaini ingombranti, quindi conviene portare solo lo stretto necessario.

Nel tardo pomeriggio abbiamo ripreso il treno per Ollantaytambo e da lì il trasferimento verso Cusco in bus. Conviene scegliere un orario di treno che lasci un po’ di margine rispetto ai voli o alle coincidenze successive.

Dove dormire

Per le due notti abbiamo scelto una struttura ad Aguas Calientes, a quota di circa 2.040 metri, più bassa di Cusco e quindi più comoda per chi soffre l’altitudine. Dormire in paese permette di scegliere con comodità l’orario di ingresso al sito e di non dipendere dagli orari dei treni nel giorno della visita.

Noi abbiamo dormito Hostal Pablo’s House.

Dove mangiare

Per la cena del primo giorno e per quella dopo la visita abbiamo scelto ristoranti del centro di Aguas Calientes, che offre molte proposte di cucina peruviana tipica e locali dove fermarsi per un pisco sour dopo cena.

Noi abbiamo scelto il ristorante Green House Organic Concept.

Cosa consigliamo

  • Prenotare con largo anticipo, nell’ordine: biglietto d’ingresso, treno, bus navetta e alloggio. Per ottenere il Circuito 2 (visita completa con le terrazze panoramiche) bisogna prenotare molti mesi prima, soprattutto in alta stagione (giugno-agosto).
  • Acquistare i biglietti solo sul portale ufficiale del Ministero della Cultura del Perù ed evitare rivenditori non ufficiali; controllare che nome e numero di passaporto corrispondano al documento.
  • La stagione secca, tra maggio e settembre, è la più limpida ma anche la più affollata; aprile e ottobre sono buone alternative per trovare meno gente.
  • A fine maggio abbiamo trovato tempo perfetto: di giorno caldo, con pantaloncini e maniche corte, e di sera più fresco, quando ci è servita una felpa. Portare anche crema solare, cappello, repellente per insetti, un k-way leggero e scarpe comode, perché il tempo in montagna può cambiare in fretta.
  • Lasciare il tempo di acclimatarsi alla quota se si arriva da Cusco o dalla Valle Sacra.

Il nostro viaggio a Machu Picchu, tra una serata ad Aguas Calientes, una giornata intera nella città inca è stato un itinerario compatto ma completo. Con due giorni a disposizione e un po’ di organizzazione si riesce a vedere una delle sette meraviglie del mondo con calma, senza rinunciare alla scoperta del paese e della cucina locale.

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