





Dopo aver salutato il mio compagno di viaggio, mi ritrovo con due giorni tutti per me a Shanghai, pronta a scoprire la città in solitaria.
Shanghai

La mattina mi dirigo al quartiere artistico di M50, un complesso di ex fabbriche trasformate in studi d’arte e gallerie. A causa dell’orario mattutino o della stagione, lo trovo semivuoto, quindi decido di dirigermi a vedere uno degli edifici più stravaganti di Shangai, il 1000 Trees, un complesso residenziale e commerciale famoso per la sua facciata ricoperta di piante sospese che creano un effetto di foresta verticale urbana, fondendo natura e architettura in modo innovativo.
L’afa estiva rende difficile restare all’aperto troppo a lungo, così decido di rifugiarmi in alcuni musei e spazi culturali.
Tra le scoperte più interessanti c’è il Museo dei Poster della Propaganda (Shanghai Propaganda Poster Art Centre), un piccolo tesoro nascosto al settimo piano di un edificio per uffici nel distretto di Jing’an. Non è semplice da trovare, ma vale assolutamente la pena cercarlo: raccoglie centinaia di manifesti originali dell’epoca maoista, testimoniando la potenza della comunicazione visiva nella storia moderna cinese.
👉 Sito ufficiale del museo
Dopo, visito il Modern Art Museum (MAM Shanghai) situato a Pudong, lungo Binjiang Avenue. Il museo, ospitato in un ex deposito di carbone trasformato in spazio espositivo, offre mostre di arte contemporanea internazionale e cinese, inserendosi perfettamente in un quartiere noto per la sua skyline futuristica e i grattacieli iconici di Lujiazui.
Verso il tramonto mi dirigo a visitare il quartiere di Xintiandi, un’area pedonale elegante e vivace famosa per i suoi edifici in stile Shikumen, che fondono architettura tradizionale cinese e influenze occidentali. Qui si possono trovare ristoranti alla moda, bar storici e boutique di design. Curiosità: Xintiandi è stato uno dei primi quartieri di Shanghai completamente rinnovati preservando le facciate storiche, e ospita spesso eventi culturali e mostre all’aperto.
Stanca dalla lunga gioranta recupero una cena veloce in una Bakery e torno in albergo
Zhujiajiao

Oggi dedico l’intera giornata alla visita dell’antico villaggio sull’acqua a un’ora da Shanghai, Zhujiajiao. Per arrivarci si può prendere la metropolitana fino alla stazione di Zhujiajiao (linea 17) e poi un breve autobus locale o taxi fino al centro del villaggio. Io decido di dirigermi a piedi dalla fermata della metropolitana, per avere l’occasione di esplorare anche le aree meno turistiche.
La città è costruita su una rete di canali simili a venezia che attraversano case tradizionali e piccoli ponti in pietra. Passeggiando lungo le sponde si possono ammirare barche in legno che attraversano i canali, ponti ad arco tipici della Cina antica e mercatini locali dove gli abitanti vendono prodotti artigianali e cibo tradizionale.
Si possono visitare diversi siti storici nella città, la cosa migliore è passeggiare e lasciarsi ispirare come ho fatto io.
Il caldo anche oggi è insopportabile per cui intorno alle 16 rientro a shanghai per una doccia fresca e un attimo di riposo prima di andare a cena in un piccolo ristorantino vegetariano (cercare quale) molto buono.
A letto presto perchè domani mi aspetta un treno per Suzhou alle prime luci dell’alba
Suzhou

Arrivo a Suzhou a metà mattinata e, dopo una breve tappa in albergo, mi dirigo subito in centro per visitare uno dei suoi celebri giardini classici, Patrimonio dell’Umanità UNESCO: il Giardino dell’Umile Amministratore (Zhuōzhèng yuán). È il giardino più grande e famoso della città, progettato con padiglioni, stagni, ponti e giardini in miniatura che creano un’atmosfera zen. Passeggiando tra i cortili e i ponti ad arco si possono ammirare delicate strutture in legno e composizioni paesaggistiche studiate per ogni angolo. Il biglietto costa circa 90 CNY (12-13 EUR) e l’orario di apertura va generalmente dalle 8:30 alle 17:30.
Oltre al giardino, Suzhou è rinomata per i suoi canali romantici e i ponti eleganti. Passeggiando per il centro storico si incontrano vicoli pittoreschi, negozietti tradizionali, botteghe artigiane e caffè caratteristici. Qui si possono osservare antiche tecniche artigianali, come l’intaglio del legno e la pittura su seta, rendendo la visita un’immersione completa nella cultura cinese classica e nell’architettura storica.
Hangzhou: tè, templi e tramonti sul Lago dell’Ovest
Arrivo a Hangzhou in tarda mattinata, dopo un breve e comodo viaggio in treno. Uno dei grandi vantaggi di viaggiare in Cina in modo economico e fai da te è proprio questo: con pochi euro puoi spostarti velocemente tra una città e l’altra grazie all’alta velocità.
Dopo il check-in in hotel, senza perdere tempo, mi dirigo subito verso le colline a sud del Lago dell’Ovest, famose in tutto il mondo per la produzione del pregiato tè verde Longjing.
La mia prima tappa è Meijiawu, un piccolo villaggio immerso tra le piantagioni, da cui partono diversi sentieri di trekking tra le colline di tè. Purtroppo arrivo nel momento peggiore possibile: sono le due del pomeriggio, il sole picchia forte e l’afa è soffocante.
Provo comunque a imboccare un sentiero, ma mi accorgo presto che non è molto battuto: nessuna indicazione, vegetazione alta, zero persone. Dopo un po’ di esitazione, decido saggiamente di tornare indietro.
La Pagoda delle Sei Armonie
Cambio quindi programma e prendo un Didi (l’equivalente cinese di Uber, comodissimo ed economico) per raggiungere la Pagoda Liuhe, conosciuta anche come Pagoda delle Sei Armonie.
Si tratta di uno dei simboli storici di Hangzhou: una struttura elegante, affacciata sul fiume Qiantang, immersa in un’atmosfera tranquilla e spirituale. Un posto perfetto per rallentare un po’ dopo il caos della giornata.
Quando esco è quasi sera, così torno verso il Lago dell’Ovest per godermi uno dei momenti più belli della giornata: il tramonto sul lungolago. I colori si riflettono sull’acqua, la gente passeggia, qualcuno suona musica. È uno di quei momenti che ti fanno dire: “Ecco perché viaggio”.
Secondo giorno: tè, autobus e templi
Il giorno dopo decido di riprovarci con le piantagioni di tè, ma questa volta in modo più organizzato.

Mi muovo in autobus, un’opzione perfetta per chi viaggia in Cina in modo low cost. Con un po’ di pazienza e usando il traduttore, riesco a registrarmi su Alipay per ottenere l’accesso ai trasporti pubblici. Da lì in poi è tutto facilissimo: autobus puliti, puntuali ed efficientissimi.
La destinazione è Longjingcun, il secondo villaggio del tè che visito. Qui il panorama è decisamente più bello: colline verdi, filari perfetti, contadini al lavoro. Sembra quasi una cartolina.
Assaggio anche il famoso tè Longjing direttamente sul posto. È un’esperienza interessante, ma… sorpresa: non mi piace particolarmente 😅
Così decido di non comprarlo e proseguo la giornata.
Comunque conviene fare attenzione alle degustazioni. Il tè Longjing è molto pregiato e spesso le esperienze di assaggio sono pensate per i turisti, con prezzi piuttosto alti. Vale la pena provarlo, ma senza sentirsi obbligati ad acquistare.
Il complesso di Lingyin: un gioiello spirituale
Nel pomeriggio mi sposto verso il complesso monumentale di Lingyin, uno dei luoghi più affascinanti di Hangzhou.
Tra templi, grotte scolpite, statue, giardini e sentieri nel verde, questo posto è semplicemente magnifico. È talmente grande e ricco di dettagli che richiederebbe un’intera giornata per essere esplorato con calma.
Cammino senza fretta, mi perdo tra i cortili, osservo i monaci, ascolto il silenzio. È uno di quei luoghi che ti fanno sentire lontanissimo dalla frenesia delle grandi città cinesi.
Per concludere il viaggio nel modo migliore, torno ancora una volta sul Lago dell’Ovest, ma questa volta scelgo un giro in battello.

Dal lago, Hangzhou appare ancora più elegante: ponticelli, pagode, colline verdi e riflessi sull’acqua. È il finale perfetto per due giorni intensi, tra natura, cultura e vita locale.
Conclusione: viaggiare in Cina da soli è più semplice di quanto sembri
Una delle cose che mi ha colpita di più durante questo viaggio è stata scoprire quanto la Cina sia sicura per chi viaggia da solo, anche per una donna. Mi è capitato spesso di rientrare tardi la sera, di spostarmi con mezzi pubblici di ogni tipo, di prendere taxi e Didi, e non ho mai avuto problemi. Non mi sono mai sentita in difficoltà o in pericolo.
In generale, nessuno si stupisce dei viaggiatori solitari. Mangiare da soli al ristorante non è considerato strano, anzi è una cosa molto comune. Questo rende il viaggio più rilassante, perché non ci si sente mai “fuori posto”.
Dove mangiare

Per chi viaggia in modo economico, un’ottima soluzione sono i ristoranti a buffet frequentati dai lavoratori in pausa pranzo. Sono semplici, autentici e convenienti, e permettono di:
- mangiare spendendo poco
- avere molta scelta
- assaggiare piatti diversi
- vivere un’esperienza più locale
Spostamenti
Se si viaggia in agosto, bisogna tenere conto dell’alta stagione. In questo periodo molti cinesi sono in vacanza e i treni veloci si riempiono rapidamente. Il consiglio è di prenotare in anticipo, soprattutto per:
- treni ad alta velocità
- spostamenti lunghi
- tratte molto richieste
per evitare cambi di programma all’ultimo momento.
Le app indispensabili
Un altro aspetto fondamentale è l’uso delle app. In Cina è indispensabile abituarsi a WeChat e Alipay. Con queste applicazioni si può:
- pagare ovunque
- prenotare trasporti
- ordinare cibo
- chiamare taxi
- gestire la vita quotidiana
All’inizio può sembrare complicato, ma una volta capito il meccanismo tutto diventa molto semplice. Anche ordinare da mangiare in hotel a qualsiasi ora è normalissimo, e le reception sono abituate ai viaggiatori che mangiano in camera.
Dove dormire: attenzione alle distanze
In Cina gli alloggi sono in genere economici e di buon livello, anche nelle fasce più basse: con un budget contenuto si trovano facilmente camere pulite e confortevoli.
Il vero problema, però, è la posizione. Le città sono enormi e le distanze possono essere ingannevoli: una zona che sembra vicina può richiedere anche 40 minuti di metro, diversi cambi o lunghi tragitti in taxi. Se devi prendere un treno presto al mattino, rischi di perdere molto tempo negli spostamenti.
Per questo è importante scegliere l’hotel in base alle proprie esigenze, valutando bene la vicinanza a stazioni, mezzi pubblici e zone che si vogliono visitare. Un minimo di pianificazione può migliorare davvero l’esperienza di viaggio.
In conclusione, viaggiare in Cina da soli richiede un minimo di adattamento, ma in cambio offre un’esperienza intensa, sicura e sorprendentemente accessibile. È un paese organizzato, ricco di contrasti, capace di regalare momenti di grande tranquillità e forti emozioni culturali.
Per chi ama viaggiare in modo indipendente e curioso, la Cina è una destinazione che merita davvero di essere scoperta, anche in solitaria.


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