
- Nanchino
- ✈️ Verso Chengdu e il sogno di vedere i panda nel loro habitat naturale!
- Da Chengdu a Chonqqing — colline, luci e sapori del Sichuan
- Zhangjiajie: montagne da Avatar, canyon e panorami mozzafiato
- Fenghuang: la città sospesa tra fiume e storia
- Xiangchang Valley: luci e delusioni
- Shanghai: tra grattacieli, templi, Nanjing Road e mercati
Nanchino
Il viaggio inizia ufficialmente l’11 agosto con il volo Neos NO976 da Milano Malpensa a Nanchino, al check in troviamo un orda di chinesi pronti a scavalcare la fila (una costante del nostro viaggio cinese :)) pochissime facce occidentali ma tutto fila alla perfezione! piccolo consigliopiccione; compilate il modulo d’immigrazione online prima del check-in altrimenti come a noi vi toccherà farlo in aeroporto tra mille fogli e penne condivise. Una volta completato, vi arriva un QR code: a Malpensa ve lo controllano “come una volta”, a mano, mentre in Cina troverete macchinette ultramoderne dove basta scansionare il codice e in un secondo avete tutto pronto per il visto.
Il volo parte con un po’ di ritardo alle 16:00, ma arriva puntuale alle 9:00 del 12 agosto. A bordo esperienza nella media: viaggio lungo ma scorrevole, personale cortese.
Appena atterrati, l’eSIM di Trip.com si è attivata senza problemi (6,42 € per 1 GB la giorno per 15 giorni) così come la VPN ExpressVPN (1 mese, 13 €) è stata essenziale per poter usare normalmente Google, WhatsApp e tutte le app legate alla galassia Google tra cui il traduttore essenziale per girare in Cina se non si conosce il cinese dato che nessuno o quasi conosce la lingua inglese.
Dall’aeroporto al centro
Da qui potete scegliere:
- Metro – economica (2 ¥, circa 0,25 €) ma lunga, 1 h e mezza di viaggio;
- Didi (l’Uber cinese) – circa 15 €, 45 minuti, ma fate attenzione: non è facilissimo trovare il punto di pickup giusto nei piani dell’aeroporto noi abbiamo fatto incazzare pronti via un autista ;)!
Dove dormire
Abbiamo soggiornato al Boutique Hotel di Nanchino, comodo con la metro, pulito e silenzioso. Prezzo ottimo circa 30 € a notte.
Posate le borse ci dirigiamo verso la metropolitana di Nanchino che è un piccolo capolavoro di efficienza: pulitissima, intuitiva e super tecnologica, basta inserire la stazione di arrivo nelle macchinette e il biglietto viene stampato subito, ed pagabile con Alipay (DA SCARICARE ASSOLUTAMENTE PRIMA DI PARTIRE CON WECHAT). Curiosità: in metro puoi anche scegliere carrozze con aria condizionata più alta o più bassa (le centrali sono le più fredde).
Cosa vedere
Nanchino ci ha sorpresi: una città silenziosa e ordinata, quasi in contrasto con l’immagine caotica che spesso si ha delle grandi città cinesi.
Tantissimi motorini e auto elettriche, pochissimo rumore.
- Le Grandi Mura di Nanchino (50 ¥, circa 6 €) sono un must: imponenti e perfettamente conservate.
- Fuzimiao, la zona della città vecchia, è piena di vita, negozietti tipici e street food irresistibile qui fortunatamente all’ inizio del nostro viaggio abbiamo comprato una agendina utile per seguire una tenddenza molto popolare nella moda e nella cultura cinese contemporanea, conosciuta come “stamping travel” , letteralmente “viaggiare e collezionare timbri” essa infatti di tratta di una moda culturale e turistica in cui i viaggiatori comprano una piccola agenda o taccuino e, durante i loro viaggi in Cina, raccolgono timbri personalizzati disponibili in musei, stazioni, parchi, caffè o siti turistici di ogni città.


✈️ Verso Chengdu e il sogno di vedere i panda nel loro habitat naturale!
Il 13 agosto ci siamo spostati a Chengdu con un volo China Eastern prenotato un mese prima su Trip.com: 80 € per 2 h e 30 minuti di viaggio, con pasto incluso (rivedibile, ma apprezzato).
Per arrivare in aeroporto abbiamo usato Didi (15 €), circa 30 minuti di tragitto.
Nota utile: da giugno 2025 le power bank europee spesso non sono accettate in aeroporto e nelle stazioni ferroviarie se non hanno il marchio CCC (standard cinese) quindi noi ne abbiamo lasciato a casa le nostre comprata una nuova nel coloratissimo Miniso, una catena cinese che troverete ovunque: 10 000 mAh per soli 11 €.
Seconda tappa – Chengdu: la città dei panda
Arrivati a Chengdu ci sistemiamo in un albergo in centro (xxx) dal costo di circa xxx € a notte. Una posizione perfetta per muoversi a piedi o con la metro e vivere la città nel suo ritmo rilassato ma vibrante.
Chengdu ci ha conquistati subito: una città incredibilmente originale, moderna ma con un’anima tradizionale fortissima. Tutto, davvero tutto, ruota intorno ai panda, simbolo indiscusso della zona. Dalle decorazioni in strada alle insegne dei negozi, fino ai lampioni e ai murales: tutto gioca sui colori bianco e nero, rendendo l’atmosfera unica e quasi surreale.
Tra templi e tè al tramonto
Abbiamo visitato il suggestivo Monastero di Wenshu, un’oasi di pace nel cuore della città, con i monaci che camminano in silenzio tra incensi e giardini curatissimi.
Da lì, una tappa imperdibile è il People’s Park, dove al tramonto ci siamo fermati a degustare un ottimo tè locale in una delle tipiche case da tè affacciate sul laghetto. Un momento di calma autentica, con la gente del posto che gioca a mahjong e gli anziani che si godono la brezza serale.
La sera, passeggiata nel centro moderno di Chengdu, pieno di luci, installazioni artistiche e locali davvero originali. Una metropoli che riesce a essere vivace e accogliente allo stesso tempo la città cinesi di sera acquisiscono una magia indescrivibile!


Oasi dei Panda Giganti
Il mattino seguente sveglia presto: alle 7:30 siamo già all’ingresso della Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding, la famosissima Oasi dei Panda (biglietto xxx55 ¥, circa €).
Nonostante l’orario, troviamo già centinaia di persone in coda, ma l’organizzazione è perfetta e i flussi scorrono senza stress. Il parco è curatissimo, immerso nel verde e strutturato per garantire il massimo benessere agli animali.
Vedere i panda da vicino — mangiare bambù o sonnecchiare sugli alberi — è un’esperienza che vale da sola il viaggio!


Da Chengdu a Chonqqing — colline, luci e sapori del Sichuan
Un viaggio tra le alture del sud-ovest della Cina, dove il fiume Yangtze si intreccia con i grattacieli e la vita scorre tra funivie, lanterne e profumi speziati.

Lasciamo Chengdu in una mattina tranquilla. Il treno ad alta velocità parte dalla stazione Chengdu East e in poco più di 2 ore e 30 minuti (prenotato su Trip.com, circa €25–30) ci porta a Chonqqing, città dalle mille luci e dai dislivelli infiniti.
Appena arrivati, il paesaggio cambia: colline, ponti sospesi e grattacieli che sembrano spuntare dal nulla.
Muoversi in città
Come in gran parte della Cina, ci si sposta facilmente con Didi, l’app di ride-sharing locale, o con la metro, moderna ed economica.
Chonqqing però è enorme: salite, discese e fiumi intrecciati rendono gli spostamenti lunghi, ma sempre affascinanti.
Ogni tragitto è un piccolo viaggio nel viaggio.

Ciqikou Ancient Town
Cuore antico e pittoresco della città, Ciqikou è un labirinto di vicoli lastricati, lanterne rosse e botteghe di street food.
Qui il tempo rallenta tra i profumi del pepe del Sichuan, il tè tostato e i dolci tradizionali.
Camminare tra le stradine è come entrare in un film storico, dove ogni angolo racconta una storia.
Consiglio: visitala al tramonto, quando la luce dorata e le lanterne accese creano un’atmosfera incantata.
La funivia sullo Yangtze
Una delle esperienze iconiche di Chongqing è la Yangtze River Cableway: un breve viaggio sospeso sopra il fiume che regala una vista spettacolare sulla città.
30 RMB solo andata — e conviene davvero così: l’andata basta per godersi il panorama, mentre per il ritorno meglio un taxi o la metro, evitando code interminabili.
Dall’alto si vedono i ponti illuminati, i palazzi che si arrampicano sulle colline e la città che sembra respirare.
Street food e sapori del Sichuan
In ogni angolo troverai bancarelle e profumi irresistibili. Tra gli assaggi da non perdere:
- Spiedini di frutta e zucchero – 15 RMB
- Pancetta di maialino nero del Sichuan – 10 RMB
Speziato, dolce, piccante: un equilibrio perfetto che racconta l’anima del Sichuan in un solo morso.
Eling Park
Un rifugio verde nel cuore della città.
Ingresso gratuito, camminate tranquille e vista panoramica mozzafiato sui due fiumi che si incontrano.
Perfetto per una pausa tra un quartiere e l’altro o per godersi un tramonto silenzioso sopra il caos urbano.
Drone Show a Chaotianmen Square

Ogni sabato alle 21:00, centinaia di droni disegnano figure luminose sopra il fiume, nel cuore di Chaotianmen Square.
Uno spettacolo di circa 15 minuti, gratuito e molto popolare.
Noi lo abbiamo visto dal terrazzo dell’Ascott Raffles City: la vista era spettacolare, ma bisogna arrivare almeno un’ora prima.
La folla è parte dell’esperienza: sorrisi, luci, applausi e un cielo che si trasforma.
Liziba Station — la metro nel palazzo
Uno dei luoghi più iconici di Chongqing: Liziba Station, sulla linea 2 della metro, dove il treno attraversa un edificio residenziale tra il 6º e l’8º piano.
Un capolavoro di ingegneria urbana, simbolo della città verticale.
Il convoglio passa silenzioso, mentre sopra e sotto vivono famiglie e uffici: una convivenza perfetta tra tecnologia e vita quotidiana.
Da non perdere la vista panoramica dal ponte pedonale di fronte, ideale per scattare la foto simbolo di Chonqqing.
Consigli utili
Scarpe comode: la città è tutta salita.
Metro + camminate: combinazione vincente per evitare il traffico.
Street food: fidati del naso e delle code — dove c’è fila, c’è buono.
Drone show: arriva presto e tieni a portata di mano il telefono.
Tramonti e viste: ogni terrazza nasconde un panorama da ricordare.
Informazioni pratiche
- Durata treno Chengdu–Chonqqing: 2h30
- Albergo (nome?) 5 stelle 75€ a notte /nome?
- Costo: ~€25 su Trip.com
- Cableway: 30 RMB (solo andata)
- Eling Park: ingresso gratuito
- Drone Show: sabato ore 21:00, Chaotianmen Square
Zhangjiajie: montagne da Avatar, canyon e panorami mozzafiato

Tra passerelle sospese, funivie vertiginose e villaggi tra le nuvole, alla scoperta di uno dei parchi naturali più spettacolari della Cina.
Abbiamo dormito al Maosao Inn, un piccolo albergo a conduzione familiare: pulito, accogliente e con una camera a bordo piscina per quattro notti a 1472 ¥ (circa 178€). La zona davanti all’hotel è viva e caotica la sera, come in tutte le città cinesi: decine di localini, negozi di frutta, vestiti e tè, con megafoni che ripetono all’infinito una sorta di litania cinese. Non sappiamo il significato, ma il ritmo ossessivo è diventato parte del fascino (e del leggero fastidio!) di Zhangjiajie.
La cittadina scelta come base dei tre giorni di trekking e Wulingyuan che personalmente non so dare precisamente una motivazione ma mi è entrata decisamente nel cuore!
Il primo contatto con la natura è stato al canyon con passerella sospesa e ponte di vetro. Il trekking dura circa tre ore senza attività extra, con una passerella lunga 3 km che attraversa gole, rocce e piccole cascate, e termina con 10 minuti di navigazione sul fiume fino all’uscita. La bellezza del paesaggio è mozzafiato e l’adrenalina del ponte di vetro è unica. Dal parco al Maosao Inn, un Didi ci ha riportato in circa 15 €, comodissimo mentre l’ accesso al ponte di vetro alto 300mt costa 25€ inclusol’ accesso al canyon .
Zhangjiajie National Forest Park
Il parco è enorme e complesso, con mappe spesso confuse e cartelli poco chiari, ma le vedute spettacolari ripagano ogni sforzo e si gira a piedi o con navette che il cui tragitto a volte può durare anche 1 ora (il parco si estende per circa 50 km quadrati.
Giorno 1 — Parte alta del parco
Abbiamo iniziato esplorando la parte alta, salendo con la cable car (158 ¥ per 2 tickets) scendendo poi con l’ascensore panoramico (130 ¥ per due tickets).
Tra le mappe discordanti le indicazioni in cinese poco chiare e il caldo estremo siamo andati in confusione ma per fortuna abbiamo incontrato nel percorso incontrare Dabil, un ragazzo cinese sui 40 anni in viaggio con il figlio molto gentile gentile che ci ha accompagnato nel giro che abbiamo pero abbandonato attorno alle 14 dopo oltre 5 ore di cammino dato che i nostri smartwatch segnavano gia circa 32.000 passi e le ginocchia cominciavano a sentire ogni singolo passo!
Giorno 2 — Golden Whip Stream e Huanshuan Village
La giornata è iniziata con la passeggiata lungo il Golden Whip Stream, circa 5 km in 2 ore tra passerelle sospese sul fiume. Lungo il percorso molte scimmie curiose ma innocue (attenzione comunque ai graffi e ai morsi se non volete finire in uno dei centri di primo soccorso del parco!
)Ci siamo fermati a gustare snack cinesi semplici prima di salire con la funivia verso Huanshuan Village, dove abbiamo assistito a una gara di High Hike Trail di 1 km nel Canyon , davvero impressionante!
Successivamente, una passerella panoramica di circa 2,5 km (indicata come villaggio ma in realtà solo un percorso sospeso) ha offerto viste spettacolari da ogni angolazione. Qui abbiamo incontrato una giovane coppia veneta, che ci ha raccontato la loro disavventura con la carta Fineco: piccolo consiglio pratico, meglio fare transazioni di massimo 100 € per evitare blocchi imprevisti.
La discesa a piedi dalla montagna si è rivelata un’impresa titanica: sentieri poco chiari, indicazioni solo in cinese e risposte contrastanti da parte degli addetti ci hanno costretto a rinunciare e prendere un’altra funivia. La sera ci siamo concessi una cena a Wulingyuan, in riva al fiume, con cibo ottimo e passeggiata tra bancarelle e edifici illuminati, in un’atmosfera magica.
Giorno 3 — Tianmen Mountain e la Scalinata del Paradiso

Il terzo giorno ci siamo spostati verso Tianmen Mountain, scegliendo la Linea C della funivia (278 ¥ a testa), meno turistica e più panoramica rispetto alle linee A e B, che vanno a ruba in alta stagione.
Partenza dal Maosao Inn alle 7:30 con Didi prenotato (134 ¥, circa 50 minuti). Biglietti da ritirare in biglietteria con passaporto, poi shuttle bus di 15 minuti fino alla partenza della funivia.
La funivia sale tra nuvole e montagne vertiginose, offrendo già panorami mozzafiato, ma il vero momento da brivido è stato raggiungere la Scalinata del Paradiso: oltre 999 gradini che conducono al Tianmen Cave, l’enorme arco naturale nella roccia, un portale sospeso tra cielo e terra.
La salita è impegnativa, soprattutto dopo giorni di camminate nel parco, ma la vista dall’alto ripaga ogni fatica: il canyon sottostante, le montagne punteggiate di passerelle e la città lontana che appare minuscola rendono l’esperienza quasi surreale. Passi lenti, qualche respiro affannoso e poi finalmente il panorama dall’arco: un vero paradiso terrestre, perfetto per chi cerca emozioni forti e panorami incredibili.
Consigli pratici
- Scarpe comode e abbigliamento leggero per lunghe camminate.
- Combinare Didi, funivie e ascensori per ottimizzare i tempi.
- Per lo street food, fidarsi del naso e delle file.
- Piccole transazioni bancarie (max 100 €) per evitare problemi con le carte.
- Arrivare presto alle attrazioni principali per godersi i panorami senza la folla.
Mini-mappa schematica di Zhangjiajie
Maosao Inn
│
▼ Didi ~15€
Canyon + Glass Bridge (3 km passerella + 10 min barca)
│
▼ Didi ~15€
Zhangjiajie National Forest Park
├─ Giorno 1: Cable car ↑ 158¥ → Parte alta del parco → Ascensore ↓ 130¥
└─ Giorno 2: Golden Whip Stream (5 km, 2h)
│
└─ Funivia → Huanshuan Village → Passerella panoramica 2,5 km
Tianmen Mountain (Linea C)
│
├─ Didi dal Maosao Inn 134¥ / 50 min
├─ Biglietteria con passaporto
├─ Shuttle bus 15 min → Funivia
└─ Scalinata del Paradiso (999 gradini → Tianmen Cave)
Legenda rapida:
- ↑ = salita con cable car / funivia
- ↓ = discesa con ascensore
- Didi = taxi/app locale
- km e tempo indicano percorsi a piedi
Fenghuang: la città sospesa tra fiume e storia

Siamo arrivati a Fenghuang con il treno delle 9:33 da Wulingyuan. Dopo circa un’oretta di viaggio, siamo scesi in stazione e abbiamo preso la navetta per l’Old Town: biglietto 7 ¥ a testa, circa 20 minuti di tragitto, che ci hanno lasciato nel cuore della città nuova. Di giorno la città appare quasi addormentata: poche persone in giro, strade silenziose e negozi semiaperti. Qui abbiamo scoperto subito che Didi non funzionava, almeno per noi: nonostante vari tentativi di ricerca, nessun driver disponibile. Alla fine, con un po’ di fatica e qualche gesto, siamo riusciti a convincere un taxi locale, con una chiamata al nostro albergo, e in circa 10 minuti e 20 ¥ (senza tassametro) siamo arrivati a destinazione.
Check-in veloce, zaini in camera e subito pronti per esplorare questa piccola gemma cinese.
Passeggiata pomeridiana
Il pomeriggio lo abbiamo dedicato a girare tra le viette della città vecchia. Nonostante la tranquillità diurna, ogni angolo riserva dettagli curiosi: negozietti pieni di souvenir, braccialetti, collane e set da tè, alcuni dai prezzi più alti della media cinese, ma con un po’ di pazienza si possono fare piccoli acquisti interessanti. Emil, ad esempio, con soli 80 ¥ si è portata a casa 4 braccialetti, 2 collane, un set da tè e un porta zucchero.
Le strade sono animate anche dai saloni che truccano e vestono bambine e ragazze in costume tradizionale, creando un’atmosfera surreale e pittoresca. All’inizio non avevamo capito il motivo, ma la sera ci sarebbe apparso chiaro: il lungofiume si trasforma in un gigantesco set fotografico, con decine di ragazzi e ragazze cinesi in posa tra le lanterne e i ponti, regalando scene degne di un film.
Serata sul fiume
Passando sul fiume tra le 19:25 e le 19:30, abbiamo assistito fortunosamente all’accensione delle luci: ogni edificio, ogni ponte e ogni lanterna prende vita, illuminando l’acqua con riflessi caldi e vibranti. Passeggiare lungo il fiume in questo momento è un’esperienza quasi magica: le viette che abbiamo percorso nel pomeriggio si trasformano, offrendo prospettive completamente nuove, ideali per foto suggestive e per immergersi nell’atmosfera fiabesca della città.
I piccoli ristoranti affacciati sull’acqua emanano profumi invitanti, le lanterne pendono leggere sul fiume, e il rumore della città sembra dissolversi nel riflesso delle luci. Fenghuang di notte non è più la città silenziosa diurna: è un luogo vivo, sospeso tra passato e presente, dove ogni passo diventa un piccolo incontro con la tradizione e il fascino cinese inquinato solo dalle decine di geishe sul fiume impegnate nei loro shooting fotografici.

Xiangchang Valley: luci e delusioni
La Xiangchang Valley si presenta come un insieme di casette tipiche arroccate sulle pendici della montagna, scenografiche e pittoresche, ma purtroppo il fascino naturale è notevolmente rovinato dalla tendenza cinese a trasformare ogni angolo in un enorme parco tematico. Purtroppo qui il risultato è stato il peggior esempio di “Gardaland cinese”: canyon artificiale, percorsi sopraelevati, passerelle finte… una forzatura che stona con la bellezza originale del luogo.
L’ingresso alla valle costa 140 ¥ a testa, e inizialmente l’idea era di passeggiare tra i vicoli e godersi il paesaggio. Con il calare della luce, però, le luci della valle si accendono e, per qualche momento, il panorama assume il consueto fascino cinese, capace di riconciliare con il mondo e di regalare scorci davvero suggestivi.
Purtroppo, un temporale improvviso rovina quel poco di magia che avevamo intravisto, costringendoci a chiudere la visita prima del previsto. La delusione è palpabile: questa tappa, seppur con qualche scorcio suggestivo di sera, è stata la più deludente del nostro viaggio cosi decidiamo di anticipare il treno del giorno seguente per scappar via prima possibile da quella macchietta su un quadro quello della nostra vacanza cinese che fino a quel momento non ha avuto alcun disguido.
Torniamo in albergo presto, preparando gli zaini e la mente per la prossima avventura: partenza alla volta di Shanghai la mattina seguente, pronti a lasciare la valle alle spalle e rituffarci nella frenesia della Cina moderna.

Shanghai: tra grattacieli, templi, Nanjing Road e mercati
Dalla valle di Xiangchang ci siamo spostati verso Shanghai con un viaggio lungo ma affascinante, quasi un mini-road movie cinese: 9 ore in totale, tra treno, macchina e metro. Prima 1 ora e 15 di Didi da Wangxian a Shangrao (176 ¥), poi 3 ore di treno fino a Nanchino (prezzo del biglietto), quindi altre 2 ore di treno per Shanghai, e infine 1 ora di metro fino all’hotel. All’ultimo abbiamo deciso di non fermarci a Nanchino nonostante avessimo già il treno prenotato poichè la voglia di vedere Shanghai ha vinto sulla pigrizia!

Skyline mozzafiato di giorno
La prima tappa è stata la Top Tower di Shanghai, al 118° piano. Il prezzo 22 € a testa vale ogni centesimo: la vista dall’alto è spettacolare, con il fiume Huangpu che serpeggia tra i grattacieli e i quartieri più moderni della città. La sensazione di trovarsi sospesi tra cielo e città è davvero unica.
Templi e giardini
Dopo la modernità, ci siamo immersi nella Shanghai tradizionale:
- Yuyuan Gardens, una zona ultra tipica con giardini in stile Ming, piccoli ponti, padiglioni e scorci fotografici ovunque.
- Ji’an Temple, ingresso 50 ¥, un tempio tranquillo e poco affollato.
- Jade Buddha Temple e Longhua Pagoda, entrambi gratuiti, perfetti per immergersi nella spiritualità e nella storia religiosa.
Memoria e riflessione
Non potevamo perdere il Martyrs Cemetery, il memoriale per i caduti del comunismo: un luogo silenzioso e toccante che invita a riflettere sul passato e sulla storia della Cina.
Nanjing Road e il mercato dei falsi
La sera Shanghai cambia volto: lo skyline illuminato è affascinante e ipnotico, con luci al neon, grattacieli riflessi nel fiume e ponti sospesi. La città è incredibilmente affollata, e trovare un Didi libero è quasi impossibile specie dopo le 23 quando le luci si spengono.
Dopo aver ammirato il panorama, ci siamo diretti verso la via commerciale più famosa della città, Nanjing Road, dove boutique di lusso, grandi magazzini e negozi di souvenir creano un’atmosfera elettrica e vivace.
Non poteva mancare la tappa al Fake Market, uno dei mercati più iconici di Shanghai per chi cerca borse, orologi e gadget in stile “designer”. Qui vale una regola fondamentale: contrattare sempre il prezzo, perché il prezzo iniziale è spesso molto più alto di quello reale. Un’altra particolarità da conoscere è che qualunque articolo, anche se non esposto, può essere disponibile: a volte i venditori lo tengono nascosto per evitare i controlli della polizia, quindi vale la pena chiedere direttamente o mostrare interesse. Con un po’ di pazienza e abilità nel contrattare si possono fare ottimi affari, senza farsi intimidire dal caos del mercato.
Shanghai si conferma così un mix perfetto tra modernità e tradizione, tra grattacieli vertiginosi, giardini curati, templi nascosti, vie commerciali affollate e mercati pieni di energia e sorprese. Anche una semplice passeggiata di sera può portare da luci al neon a cortili silenziosi profumati di incenso, con il fiume Huangpu che fa da filo conduttore tra passato e presente!


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