Giordania in 12 giorni: Itinerario completo tra Petra, Wadi Rum e tesori nascosti

La Giordania è molto più di Petra. Questo regno del Medio Oriente racchiude in poco più di 89.000 kmq un patrimonio archeologico straordinario, paesaggi desertici mozzafiato e un’ospitalità autentica che ti conquista dal primo momento. Ho viaggiato qui durante le festività natalizie del 2022, scoprendo che l’inverno è il periodo perfetto per visitare il paese: temperature miti di giorno, poche folle turistiche e costi contenuti.

Quando mi sono imbarcato su quel volo Ryanair da Bergamo alle 6:25 del mattino, non immaginavo quanto questo viaggio avrebbe superato ogni aspettativa. La Giordania non è solo una destinazione archeologica, ma un paese dove ogni pietra racconta 4000 anni di storia, dove l’ospitalità beduina è ancora autentica e dove puoi vivere esperienze uniche senza spendere una fortuna.

Se stai cercando un viaggio culturale autentico che combini avventura, storia e paesaggi mozzafiato, la Giordania è la destinazione che fa per te. Con il Jordan Pass e un budget di circa 1000€ a persona, puoi vivere un’esperienza che ti cambierà la prospettiva sul Medio Oriente.

Prima di partire: Il Jordan Pass è il tuo migliore investimento

La prima cosa che ho fatto, tre settimane prima della partenza, è stato acquistare online il Jordan Pass a circa 70€. Questa non è solo una comodità, ma un vero e proprio risparmio: include il visto turistico (valido 30 giorni), l’accesso gratuito a oltre 40 attrazioni principali del paese e il fast-track all’aeroporto Queen Alia.

Fate attenzione a stampare sempre la conferma in PDF oppure scaricare la versione digitale sul telefono. All’arrivo in frontiera dovrete presentarla insieme al passaporto (valido almeno 6 mesi dalla data di ingresso). Il personale dell’immigrazione è abituato e il processo è velocissimo – in 10 minuti ero già fuori dall’aeroporto.

Un consiglio prezioso: verificate sempre le misure sanitarie aggiornate poche settimane prima del viaggio. Nel mio caso (fine 2022) le restrizioni Covid erano praticamente inesistenti, ma è sempre meglio essere preparati.

Giorni 1-2: Amman, tra tradizione e modernità che si intrecciano

Dove dormire: Zaina Plaza Hotel (57€ per due notti) – posizione strategica nel centro di Amman, camere pulite e staff parlante inglese. La colazione inclusa è semplice ma abbondante con pane locale, hummus, olive e tè.

L’arrivo all’aeroporto Queen Alia alle 12:15 è stato la prima dimostrazione dell’efficienza giordana. Dopo i controlli di frontiera (incredibilmente veloci grazie al Jordan Pass), ho preso un taxi ufficiale per Amman – costo fisso di 25 JOD, circa 45 minuti di viaggio attraverso il deserto che circonda la capitale.

Amman mi ha subito colpito per la sua architettura: una città costruita su sette colli (come Roma) dove palazzi moderni si alternano a case tradizionali in pietra locale color miele. Il traffico è intenso ma non caotico come in altre capitali mediorientali, e la gente è sorprendentemente rilassata e accogliente.

Il centro storico e la Cittadella: 4000 anni di storia in un pomeriggio

Il secondo giorno ho iniziato presto con la Cittadella (Jabal al-Qala’a), il sito archeologico più importante di Amman. L’ingresso costa 5 JOD ma è incluso nel Jordan Pass. Qui si sovrappongono testimonianze di epoca romana, bizantina e omayyade: il Tempio di Ercole con le sue colonne gigantesche, la Chiesa Bizantina e il Palazzo degli Omayyadi.

Ma la vera sorpresa è la vista panoramica a 360° su Amman. Dalla Cittadella si capisce la geografia urbana della città: i quartieri poveri a est con le case ammassate, quelli ricchi a ovest con ville e giardini, e il centro storico che si sviluppa nelle valli tra le colline.

Scendendo dalla Cittadella, il Teatro Romano (stesso biglietto) è perfettamente conservato e ancora utilizzato per spettacoli. Costruito nel II secolo d.C., può contenere 6000 spettatori e l’acustica è straordinaria – provate a sussurrare dal centro del palco e sentirete l’eco chiarissimo.

Il Museo Archeologico di Giordania (3 JOD, incluso nel Pass) adiacente custodisce tesori straordinari: i famosi rotoli del Mar Morto, statue nabatee di Petra, mosaici bizantini e reperti dell’età del bronzo. Dedicate almeno un’ora alla visita – la collezione di gioielli e monete antiche è impressionante.

I quartieri autentici: dove batte il cuore vero di Amman

Il pomeriggio l’ho dedicato completamente al Downtown (Al-Balad), il centro storico che profuma di spezie e risuona delle voci dei mercanti. Qui non c’è turismo di massa, solo vita quotidiana autentica. Il grande souk si sviluppa tra vicoli stretti dove vendono di tutto: tessuti colorati, spezie profumate, gioielli beduini, narghilè decorati.

Ho pranzato in uno dei chioschi interni al bazar con il miglior street food che abbia mai assaggiato: falafel croccanti fuori e cremosi dentro (1 JOD per 6 pezzi), hummus denso e saporito servito con pane appena sfornato (2 JOD), shawarma di agnello speziato (3 JOD) e un bicchiere di succo di melograno fresco (1 JOD). Totale: 7 JOD per un pranzo abbondante e delizioso.

La particolarità del souk di Amman è l’organizzazione per settori: la via delle spezie dove l’aria è densa di profumi di cardamomo, cannella e za’atar; la sezione dei tessuti con stoffe tradizionali e kefiah originali; l’area dell’oro dove brillano gioielli in stile beduino. I prezzi sono onesti e la contrattazione è parte del gioco – i commercianti si aspettano che si mercanteggi con il sorriso.

Rainbow Street: il salotto bohémien di Amman

La sera sono salito a Rainbow Street nel quartiere di Jabal Amman, una strada pedonale che è diventata il centro culturale della città. Qui si concentrano caffè letterari, gallerie d’arte indipendenti, librerie con testi in arabo e inglese, e ristoranti fusion che mescolano tradizione giordana e cucina internazionale.

Ho cenato al Wild Jordan Cafe, un ristorante con terrazza panoramica gestito dalla Royal Society for the Conservation of Nature. Il menù include piatti tradizionali rivisitati con ingredienti locali biologici: ho provato il mansaf moderno (piatto nazionale giordano con agnello, yogurt fermentato e riso) servito in porzione europea (15 JOD) e accompagnato da mezzé di verdure locali (8 JOD). La vista al tramonto su Amman dalla terrazza vale da sola il prezzo della cena.

Lungo Rainbow Street si trovano anche diversi rooftop bar con vista sulla città illuminata. Anche se gli alcolici sono cari (una birra costa 8-10 JOD), l’atmosfera cosmopolita e la vista notturna rendono l’esperienza speciale.

L’esperienza imperdibile: Knafeh al-Kurd

Il momento più autentico dei due giorni ammaniti è stata la visita da Knafeh al-Kurd nel quartiere di Jabal al-Weibdeh. Questo locale leggendario (aperto dalle 16:00 alle 23:00) è un’istituzione cittadina dal 1951. Non è un ristorante ma una bottega artigianale dove si prepara solo knafeh, il dolce più iconico della Giordania.

La knafeh è un’esperienza sensoriale completa: formaggio locale (nabulsi) fuso coperto da pasta fillo (kataifi) croccante, il tutto inzuppato di sciroppo di zucchero profumato all’acqua di rose. Viene servita calda su piatti di metallo e si mangia con le mani o con il cucchiaio. Il contrasto tra la croccantezza della superficie e la cremosità del formaggio fuso è indescrivibile.

A Knafeh al-Kurd la preparazione è uno spettacolo: il maestro pasticcere mescola gli ingredienti in padelle giganti sul fuoco, creando un balletto ipnotico. Una porzione costa solo 3-4 JOD ma basta per due persone. L’atmosfera è autentica: famiglie giordane che fanno la coda, anziani che giocano a backgammon, bambini che guardano incantati la preparazione.

Il quartiere di Jabal al-Weibdeh merita una passeggiata: è la zona artistica di Amman con murales colorati, atelier di ceramica e piccoli caffè frequentati da intellettuali locali. Qui si respira un’Amman diversa, più creativa e cosmopolita.

Giorni 3-4: Castelli, siti archeologici e la Giordania rurale autentica

Dove dormire: ODIBAT Studios a Jerash (24€) – appartamento nuovo e pulito, ma attenzione: si trova su una collina fuori dal centro. Senza auto è praticamente irraggiungibile, e d’inverno con neve o ghiaccio l’accesso può essere difficile.

La mattina del terzo giorno ho ritirato l’auto noleggiata tramite Montecar.com: una city-car compatta con assicurazione base a 25 JOD al giorno (carburante escluso). Il processo è stato veloce e senza sorprese, ma alcune avvertenze sono fondamentali per guidare in Giordania.

Guidare in Giordania: quello che dovete assolutamente sapere

Durante l’inverno la Giordania può essere avvolta da una nebbia densa, soprattutto al mattino presto. È essenziale guidare con prudenza e tenere sempre i fari accesi. Le strade giordane, anche le autostrade principali, sono disseminate di dossi (speed bumps) spesso non segnalati – è fondamentale prestare sempre attenzione e non abbassare mai la guardia.

Guidare di notte è fortemente sconsigliabile: le strade sono spesso scarsamente illuminate e la segnaletica può essere confusa. Al di fuori delle città principali il traffico è scarso, ma bisogna sempre fare attenzione ai dossi improvvisi e agli animali che attraversano.

Importante: sconsiglio vivamente di guidare ad Amman a causa del traffico caotico e della guida imprevedibile. In città è meglio utilizzare taxi (economici e sicuri) o i mezzi pubblici.

Castello di Ajloun: fortezza ayyubide tra le montagne

Partendo da Amman verso nord, il primo stop è stato il Castello di Ajloun (circa 70 km, 1 ora e 15 minuti). Questa fortezza del XII secolo (3 JOD, incluso nel Jordan Pass) è un esempio perfetto di architettura militare ayyubide, costruita da Saladino per controllare le rotte commerciali e difendersi dai Crociati.ì

Il castello si trova su una collina boscosa a 1.200 metri di altitudine, circondato da foreste di pini e querce – un paesaggio sorprendentemente verde per chi immagina la Giordania solo desertica. Dall’alto delle torri la vista spazia sulla Valle del Giordano fino al Lago di Tiberiade in Israele/Palestina.

All’interno, le sale restaurate ospitano piccoli musei con armi antiche, ceramiche e una ricostruzione della vita nel castello. La sala principale ha un’acustica particolare dovuta alla forma a cupola – provate a battere le mani e sentirete l’eco moltiplicarsi.

Jerash: la Pompei del Medio Oriente che non ti aspetti

Arrivato a Jerash nel pomeriggio (50 km da Umm Qais, 1 ora di strada), ho fatto il check-in all’ODIBAT Studios e poi mi sono diretto subito al sito archeologico. Jerash (15 JOD, incluso nel Jordan Pass) è stata la sorpresa più grande di tutto il viaggio – una città greco-romana conservata meglio di Pompei ma con una frazione dei turisti.

Gerasa (nome antico di Jerash) era una delle città più ricche della Decapoli romana. Oggi è il sito archeologico meglio conservato del Medio Oriente: un chilometro e mezzo di Cardo Maximus lastricato in pietra originale, l’Arco di Adriano trionfale all’ingresso, l’Ippodromo dove si correvano le bighe, due teatri romani con acustica perfetta.

Il Teatro Sud (I secolo d.C.) ospita ancora spettacoli e concerti. Ho avuto la fortuna di assistere a una prova di musica tradizionale giordana – l’acustica è così perfetta che si sente ogni sfumatura degli strumenti dall’ultima fila.

La Piazza Ovale (56 colonne ioniche che formano un’ellisse perfetta) è unica nel mondo romano. Al centro, l’altare sacrificale è ancora visibile, circondato da colonne che creano giochi di luce e ombra durante tutto il giorno.

Il Tempio di Artemide, divinità protettrice della città, domina Jerash dall’alto. Le colonne corinzie (alte 15 metri) sono così bilanciate che oscillano leggermente con il vento – un’ingegneria antica che sfida la fisica moderna.

Giorni 5-7: Petra, la meraviglia rosa che supera ogni immaginazione

Dove dormire: Horizon Hotel a Wadi Musa (47€/notte) – hotel familiare a 5 minuti a piedi dall’ingresso di Petra, colazione inclusa con specialità locali, staff molto disponibile per consigli pratici.

Il trasferimento da Madaba a Wadi Musa (130 km, 2 ore) attraversa il deserto della Giordania centrale, un paesaggio lunare punteggiato da accampamenti beduini e greggi di capre. La strada è buona ma monotona – fate soste per sgranchire le gambe e comprare tè beduino dai chioschi lungo la strada.

Arrivato a Wadi Musa (il villaggio che ospita Petra) verso le 11:00, sono rimasto colpito dall’atmosfera: un paese costruito intorno al turismo ma che mantiene un’identità autentica. Le case in pietra locale si arrampicano sulle colline, i ristoranti servono cucina beduina tradizionale, i negozi vendono artigianato locale accanto ai souvenir.

Primo giorno a Petra: l’emozione che non si può descrivere

L’ingresso a Petra costa 70 JOD per un giorno (incluso nel Jordan Pass) ma vale ogni centesimo. Ho iniziato la visita alle 8:00 per evitare la folla e godermi l’atmosfera magica del mattino.

Il Siq (la gola che conduce a Petra) è già un’esperienza straordinaria: 1,2 km di canyon naturale largo 3-12 metri, alto fino a 80 metri, con pareti di arenaria rosa, rossa e arancione che cambiano colore con la luce. Lungo il percorso si vedono canali nabatei per l’acqua, nicchie votive, iscrizioni antiche e resti di pavimentazione romana.

L’apparizione del Tesoro (Al-Khazneh) alla fine del Siq è un momento indimenticabile. Questa facciata monumentale (43 metri di altezza, 30 di larghezza) scolpita direttamente nella roccia rosa nel I secolo d.C. è il simbolo di Petra ma è solo l’inizio della città nabatea.

Contrariamente al nome, il “Tesoro” non conteneva tesori ma era probabilmente una tomba reale o un tempio. La decorazione combina elementi ellenistici, romani e nabatei: colonne corinzie, capitelli fogliati, urne decorative, figure mitologiche. I fori di proiettile sulla sommità testimoniano la leggenda beduina secondo cui l’urna conteneva tesori.

Dalla Piazza del Foro si apre il colonnato principale di Petra con i resti del mercato, delle terme romane e delle chiese bizantine. Qui si capisce che Petra non era solo una necropoli ma una vera città con 30.000 abitanti al suo apogeo.

Le Tombe Reali scavate nella parete rocciosa sono monumentali: la Tomba dell’Urna con la sua facciata a tre piani, la Tomba di Seta con stratificazioni colorate naturali, la Tomba Corinzia decorata con capitelli elaborati. Ognuna racconta una storia diversa dell’aristocrazia nabatea.

Per pranzo ho scelto il Basin Restaurant all’interno di Petra (un po’ caro ma con vista spettacolare): mezzé completo (15 JOD), kebab di agnello con spezie nabatee (18 JOD), succo di melograno fresco (4 JOD). Totale: 37 JOD per un pranzo abbondante nel cuore della città rosa.

Il pomeriggio l’ho dedicato alla scalata verso l’Alto Luogo del Sacrificio, un’ora di cammino su gradini antichi scavati nella roccia. La vista panoramica da 1.035 metri include tutta Petra e le montagne del deserto fino all’Arabia Saudita. L’altare sacrificale nabateo è ancora visibile con le canalette per il sangue e la vasca lustrale.

Giorno 6: Trekking da Little Petra a Petra, 30 km tra canyon, altopiani e tombe nabatee 

Dove dormire: Horizon Hotel, Wadi Musa (47 € a notte, colazione inclusa)

Il 29 dicembre ho intrapreso uno dei percorsi più intensi e suggestivi del viaggio: il trekking da Little Petra (Siq al-Barid) fino all’interno del sito archeologico principale di Petra. Partenza alle 07:30 in taxi da Wadi Musa verso l’ingresso di Little Petra (15 km, 20 minuti). L’ingresso è gratuito con il Jordan Pass (2 JOD).

Little Petra è un piccolo canyon roccioso con templi scavati nella roccia e abitazioni nabatee. Qui parte uno dei tratti più panoramici del Jordan Trail, lungo circa 30 km andata e ritorno, che attraversa zone rurali, altopiani desertici, villaggi e canyon fino ad arrivare alla cima del Monastero (Ad-Deir), la costruzione più imponente dell’intero sito.

L’ascesa verso Ad-Deir è ripida ma ben segnalata: 800 scalini scavati nella pietra, alternati a piani sabbiosi e punti panoramici. Raggiunta la vetta, la vista sul deserto circostante è impagabile. Le caffetterie beduine sparse lungo il percorso offrono tè caldo e ospitalità.

Dal Monastero si scende nel cuore della città di Petra, attraversando la Via delle Facciate, il Grande Tempio, il Cardo romano e il Siq fino a raggiungere nuovamente l’ingresso sud. L’intera giornata ha richiesto circa 10 ore di cammino con pause, per un totale di 30 km. Attrezzatura consigliata: zaino leggero, 3 litri d’acqua, snack energetici, scarpe da trekking, cappello.

Cena: per recuperare energie ho scelto un ristorante vicino all’hotel specializzato in cucina beduina. Ho ordinato zarb (agnello cotto sotto la sabbia con spezie e verdure), hummus, moutabal e falafel. Totale: 18 JOD.

Giorni 4-5: Madaba, mosaici bizantini e tesori nascosti

Dove dormire: Moab Land Hotel a Madaba – hotel tradizionale con cortile interno, camere semplici ma pulite, colazione con specialità locali.

Colazione storica ad As-Salt: un tuffo nell’epoca ottomana

La mattina del quarto giorno, prima di raggiungere Madaba, ho fatto una deviazione ad As-Salt per una colazione speciale all’Iskandarani Cafe. Questo caffè storico occupa un edificio ottomano di 180 anni che era originariamente una stalla per cavalli e poi un laboratorio di pasticceria.

L’architettura riflette le influenze ottomane con il sistema ad arco e il motivo del nodo ottomano decorativo. I proprietari sono di origine turca e questo si riflette nel menu e nell’atmosfera, comprese le trasmissioni di musica turca tradizionale in sottofondo.

La specialità è il pane fresco fatto al momento, preparato proprio davanti ai vostri occhi in un forno a legna tradizionale. La colazione include tahina cremosa, marmellata di fichi locali, olive verdi e nere, yogurt denso, formaggio bianco e tè turco speziato con cardamomo. Il tutto servito su tavoli bassi con cuscini colorati. Costo: 6 JOD a persona per una colazione abbondante e autentica.

As-Salt merita una passeggiata nel centro ottomano con le sue case in pietra gialla del XIX secolo, molte delle quali sono state restaurate e trasformate in musei e gallerie. La città è candidata UNESCO per il suo patrimonio architettonico ottomano.

Bethany Beyond the Jordan: dove fu battezzato Gesù

Nel pomeriggio ho visitato Bethany Beyond the Jordan (Al-Maghtas) (60 km, 1 ora e 15 minuti da Iraq Al-Amir), il sito archeologico riconosciuto come il luogo del battesimo di Gesù nel fiume Giordano. L’ingresso costa 12 JOD (incluso nel Jordan Pass) e include una visita guidata obbligatoria.

Il sito è diviso in due aree: Tell al-Kharrar con i resti delle chiese bizantine e Al-Maghtas sulle rive del Giordano. Tra i resti archeologici più importanti ci sono: la Chiesa di San Giovanni Battista (V-VI secolo), i bacini battesimalidell’epoca bizantina, l’eremo di Giovanni Battista e il monastero di San Giovanni.

La passeggiata lungo il fiume (2 km su passerelle di legno) attraversa un paesaggio desertico punteggiato da tamarindi, palme e oleandri. Il fiume Giordano oggi è un piccolo corso d’acqua largo 10 metri, ma l’atmosfera è solenne e spirituale.

Il centro visitatori include un museo con reperti archeologici, mosaici bizantini e una ricostruzione virtuale del sito nell’antichità. Interessante anche per i non credenti dal punto di vista storico e archeologico.

Madaba: la città dei mosaici che racconta 1500 anni di storia

Arrivato a Madaba nel tardo pomeriggio (30 km, 40 minuti da Bethany), ho dedicato la serata a una passeggiata nel centro storico. Madaba è famosa per i suoi mosaici bizantini ma è anche una città viva con un centro commerciale autentico.

Il Parco Archeologico di Madaba (2 JOD, incluso nel Jordan Pass) custodisce i resti di chiese bizantine del VI-VIII secolo con pavimenti a mosaico straordinari. La Chiesa della Vergine Maria conserva scene della vita di Cristo e animali paradisiaci. La Sala Ippolito mostra scene di caccia e personaggi mitologici con una tecnica raffinatissima.

Ho cenato in una trattoria tradizionale nel centro di Madaba: mansaf autentico servito nel modo beduino (tutti mangiano dallo stesso piatto con le mani), mezzé di verdure locali, knafeh preparata al momento e tè beduino con cardamomo e menta. Il proprietario mi ha raccontato la storia della sua famiglia, originaria di Karak, e le tradizioni culinarie tramandate da generazioni. Costo: 15 JOD per una cena abbondante e un’esperienza culturale autentica.

La mappa di Madaba: 6 metri quadrati di storia

La mattina del quinto giorno ho visitato la Chiesa di San Giorgio (1 JOD, non incluso nel Jordan Pass) per ammirare la famosa Mappa di Madaba. Questo mosaico del VI secolo (originariamente 15,5 x 6 metri, oggi conservato per 10,5 x 5 metri) è la mappa più antica della Terra Santa.

Realizzata con 2 milioni di tessere colorate, la mappa mostra 150 località dal Libano all’Egitto con dettagli incredibili: Gerusalemme con le sue mura e i suoi edifici principali, il Mar Morto con le sue barche, il fiume Giordano con i suoi pesci, le montagne del Sinai. È una fonte storica preziosa per studiare la geografia antica della regione.

La Chiesa di San Giorgio stessa è interessante: costruita nel 1896 sui resti di una chiesa bizantina del VI secolo, conserva altre decorazioni a mosaico e colonne romane reimpiegate. Il contrasto tra l’architettura ottomana dell’esterno e i mosaici bizantini dell’interno racconta 1500 anni di storia religiosa.

Ho continuato con la Chiesa dei Santi Apostoli (gratuita), famosa per il mosaico dei mesi e delle stagioni. Ogni pannello rappresenta un mese dell’anno con le attività agricole corrispondenti e animali simbolici. La tecnica è raffinatissima: i volti hanno espressioni realistiche e i colori sono ancora vividi dopo 1400 anni.

L’Istituto per l’Arte del Mosaico e il Restauro è una tappa fondamentale per capire le tecniche di conservazione. Ho visto gli artigiani al lavoro mentre restauravano mosaici antichi utilizzando tessere colorate tagliate a mano e malte tradizionali. L’ingresso è gratuito e la visita include spiegazioni dettagliate sulle tecniche di restauro.

Il mercato locale (souk) di Madaba è autentico e frequentato dalle famiglie locali. Qui ho comprato spezie locali (za’atar, sumac, baharat), sapone all’olio d’oliva prodotto in Palestina, ceramiche dipinte a mano con motivi tradizionali giordani. I prezzi sono onesti e i commercianti sono disponibili a spiegare l’origine e l’uso dei prodotti.

Da Petra ad Aqaba, gita in barca e pesce alla griglia 

Dove dormire: Al Deyafa Hotel, Aqaba (62 € per 2 notti)

Il 30 dicembre ho lasciato Petra in mattinata in direzione sud, percorrendo circa 125 km lungo la Desert Highway (2 ore). Aqaba è la principale località balneare della Giordania, affacciata sul Mar Rosso, ed è perfetta per un cambio di ritmo dopo i giorni intensi a Petra.

Check-in all’Al Deyafa Hotel, struttura centrale, economica e pulita. Nel pomeriggio ho partecipato a una gita in barca (prenotata tramite operatore locale) con BBQ a bordo: 4 ore di navigazione tra le acque limpide del Golfo di Aqaba, soste per snorkeling nelle barriere coralline, musica e relax. Costo: 30 JOD a persona, pranzo incluso (pesce e carne alla griglia, insalate, pane, bibite).

Passeggiata serale sul lungomare (Corniche), visita alla Moschea Sharif Hussein Bin Ali (gratuita) e cena leggera a base di pesce in un ristorante locale: grigliata mista e insalata tabbouleh, 12 JOD.

Giorno 8: Capodanno tra spiaggia e ristorante tradizionale 

31 dicembre: giornata di relax. Mattina sulla spiaggia pubblica di Aqaba, vento fresco ma sole piacevole. Pomeriggio dedicato alla scoperta dei mercatini locali e acquisti di spezie, saponi naturali e artigianato beduino.

Cenone di Capodanno: prenotazione anticipata da Rakwet Kanaan, ristorante tradizionale con piatti mezè e grigliate miste. Menù completo a 25 JOD a persona. Atmosfera accogliente, musica dal vivo, famiglie e viaggiatori locali. Festeggiamenti sobri ma autentici: pochi alcolici, ma tanto tè, dolci e danze.

Giorno 9: Wadi Rum,

 jeep tour tra canyon, ponti e incisioni nabatee Dove dormire: campo beduino incluso nel tour (prenotato su wadirumbedouinguide.com, 170 €)

Il 1 gennaio, partenza per il deserto del Wadi Rum (65 km da Aqaba, 1h). Incontro con la guida presso la Wadi Rum Rest House. Il tour di due giorni prevede il primo giorno interamente in jeep con tappe a:

  • Lawrence Spring
  • Red Sand Dune
  • Khazali Canyon (con incisioni nabatee)
  • Little Rock Bridge
  • Lawrence’s House
  • Mushroom Rock
  • Burdah Rock Bridge
  • Abu Khashaba Canyon
  • Um Frouth Rock Bridge

Pausa pranzo nel deserto con piatti tradizionali preparati sul momento. Al tramonto, sosta panoramica sulle dune rosse. Cena beduina (zarb), musica attorno al fuoco e pernottamento in tenda tradizionale.

Giorno 10: Escursione su Jabal Al-Hash,

 notte a Feynan Ecolodge Sveglia presto, colazione beduina e partenza in jeep fino alla base del Jabal Al-Hash, montagna isolata al confine con l’Arabia Saudita. Escursione di 6 ore: salita panoramica, pranzo sulla vetta, discesa nel pomeriggio.

Rientro al villaggio di Rum alle 17:00, saluti alla guida e partenza in auto per Feynan (65 km, 1h 30m). Arrivo in serata al Feynan Ecolodge, struttura off-grid immersa nella biosfera di Dana. Cena biologica, silenzio totale, osservazione delle stelle.

Giorno 11: Villaggio di Dana, Castello di Karak, arrivo al Mar Morto 

Colazione e passeggiata nel villaggio di Dana: case in pietra, panorami sulle gole, laboratori di artigianato. Sosta al Castello di Karak (3 JOD, incluso nel Jordan Pass): labirinto crociato con gallerie, prigioni, stalle e cortili.

Nel pomeriggio arrivo al Ramada Resort sul Mar Morto (check-in, 62 €). Bagno nel punto delle Pozze Blu (5 JOD), acque ipersalate di colore turchese dove il galleggiamento è assicurato. Trattamento spa: maschera di fango (15 JOD), relax in sauna e jacuzzi.

Giorno 12: Ultimo bagno e rientro in Italia 

Sveglia presto, ultimo tuffo nel Mar Morto, colazione vista lago e check-out. Partenza per l’aeroporto Queen Alia (55 km, 1h 10min). Consegna dell’auto noleggiata da Montecar.com, imbarco sul volo Ryanair FR3435 delle 20:45. Ritorno a Bergamo alle 23:05, con la mente ancora piena di sabbia rossa, mosaici antichi e tè alla menta.

Consigli pratici per un viaggio in Giordania riuscito (e low cost)

  • Jordan Pass: acquistatelo online almeno due settimane prima della partenza. Include visto d’ingresso, biglietti per Petra, Jerash, Wadi Rum, Ajloun, Bethany e oltre 40 attrazioni. Costa meno di acquistare i biglietti singoli.
  • Valuta: il dinaro giordano (JOD) vale circa 1,30 €. Cambiate poco all’aeroporto (commissioni alte) e usate gli sportelli ATM in città. Molti hotel e ristoranti accettano carta, ma nei souk solo contanti.
  • Spostamenti: se volete autonomia, l’auto a noleggio è la scelta migliore. Attenzione a dossi non segnalati, guida locale creativa e segnaletica scarsa. Sconsiglio di guidare ad Amman: traffico caotico, meglio taxi o Uber.
  • Sim locale: acquistabile in aeroporto con piani dati economici (es. Zain o Orange). Copertura ottima ovunque tranne nel Wadi Rum e zone isolate.
  • Quando andare: da ottobre a marzo è il periodo ideale per chi ama camminare. Evitate luglio-agosto: caldo torrido, specialmente nel sud.
  • Cosa portare: scarpe da trekking robuste, sciarpa per il vento e la polvere, giacca leggera, borraccia, protezione solare anche in inverno. Nelle moschee è richiesto l’abbigliamento modesto (spalle e gambe coperte).
  • Cibo: mangiate nei chioschi e ristoranti frequentati dai locali. Con meno di 8–10 JOD si pranza bene ovunque. Non perdetevi hummus, falafel, mansaf, knafeh e tè alla menta.
  • Sicurezza: la Giordania è uno dei paesi più stabili della regione. Popolazione cordiale e ospitale. Come sempre, attenzione alle truffe turistiche nei luoghi affollati, ma in generale il clima è molto tranquillo.

In conclusione
La Giordania è una meta che unisce archeologia, natura, avventura e cultura in un itinerario vario e accessibile. Con un budget contenuto e una buona pianificazione, è possibile vivere esperienze autentiche, lontano dai grandi circuiti turistici.

Che tu sia appassionato di trekking, storia, cucina mediorientale o semplicemente in cerca di un viaggio intenso ma sostenibile, questo paese ti sorprenderà giorno dopo giorno.

Torna a casa con la sabbia nelle scarpe, il sapore del cardamomo in bocca e una voglia inspiegabile di tornare. La Giordania resta dentro. E aspetta solo di essere riscoperta.

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